Ambiente Animali 

Siccità e incendi, fauna selvatica allo stremo: «Servono acqua e interventi immediati»

Il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista lanciano l’allarme per boschi e corsi d’acqua sempre più asciutti. Appello ai cittadini per creare piccoli punti di abbeverata e richiesta alla Regione Liguria di rivedere le politiche sul territorio e sulla caccia

La lunga fase di caldo e siccità sta mettendo in difficoltà anche la fauna selvatica. Corsi d’acqua ridotti a distese di pietre, pozze che scompaiono e piccoli bacini naturali sempre più asciutti stanno restringendo rapidamente le possibilità per gli animali di trovare l’acqua necessaria a sopravvivere. A lanciare l’allarme sono il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista, che chiedono interventi immediati e una diversa programmazione nella gestione del territorio ligure.

A rendere ancora più critica la situazione sono gli incendi che stanno interessando boschi e campagne. Nonostante il lavoro di vigili del fuoco, personale forestale e volontari, il fuoco distrugge vegetazione, habitat e risorse alimentari, uccidendo numerosi animali e costringendo quelli sopravvissuti a spostarsi alla ricerca di zone dove siano ancora disponibili acqua e cibo.

Secondo le due associazioni, anche un eventuale ritorno delle piogge e un calo delle temperature non risolverebbero immediatamente il problema. Dopo settimane di siccità, infatti, sarebbe necessario del tempo prima della ricostituzione di pozze, piccoli corsi d’acqua e riserve naturali sufficienti a sostenere nuovamente la fauna.

Da qui l’appello rivolto ai cittadini. Chi dispone di uno spazio adatto può collocare all’esterno una ciotola, un sottovaso o una piccola vaschetta riempita d’acqua. È consigliato inserire all’interno una pietra o un piccolo pezzo di legno che possa offrire agli animali un punto di appoggio e una possibilità di uscita, riducendo il rischio di annegamento. L’acqua dovrebbe essere sostituita almeno ogni due giorni e il recipiente mantenuto pulito.

Non è detto che il punto d’acqua venga utilizzato immediatamente: gli animali possono impiegare alcuni giorni prima di individuarlo e molte specie tendono ad avvicinarsi soprattutto nelle ore più fresche, durante la sera o la notte.

Chi dispone delle condizioni e delle competenze necessarie può contribuire anche nelle aree boschive, rifornendo piccoli punti di abbeverata. Partito Animalista Italiano e Osservatorio Savonese Animalista raccomandano però di farlo soltanto quando sia possibile operare in sicurezza e senza creare forme di dipendenza artificiale della fauna.

L’appello non è rivolto soltanto ai cittadini. Le due associazioni chiamano direttamente in causa le istituzioni regionali, sostenendo che siccità, temperature eccezionalmente elevate, incendi e perdita degli habitat debbano essere considerati anche nella programmazione delle attività venatorie.

Secondo gli animalisti, il calendario della caccia non può essere definito prescindendo dalle condizioni reali del territorio e dallo stato della fauna. Se diminuiscono drasticamente le disponibilità d’acqua e di cibo e gli animali sono già sottoposti allo stress provocato dal caldo e dagli incendi, viene chiesta alla Regione Liguria una valutazione immediata sulla compatibilità dell’attività venatoria con una situazione ambientale considerata eccezionale.

La richiesta riguarda però un problema ancora più ampio. Partito Animalista Italiano e Osservatorio Savonese Animalista sollecitano una strategia strutturale sulla gestione dell’acqua, con una maggiore attenzione alla realizzazione e manutenzione di invasi e bacini e una programmazione capace di tenere insieme approvvigionamento idrico, sostegno all’agricoltura, prevenzione degli incendi e tutela degli ecosistemi.

La critica è rivolta a un sistema che, secondo le associazioni, continua troppo spesso a intervenire soltanto quando l’emergenza è già esplosa. «La fauna selvatica non può aspettare i tempi della politica», è il messaggio centrale dell’appello. Per Partito Animalista Italiano e Osservatorio Savonese Animalista la crisi climatica è già una realtà concreta e richiede investimenti, prevenzione e una gestione del territorio adeguata alle nuove condizioni ambientali, evitando che ogni estate riproponga la stessa successione di siccità, incendi e animali in difficoltà.

In copertina: immagine di Ai


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